Recensione

Una recensione del film a cura di Battista Dutto.

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“40%…LE MANI LIBERE DEL DESTINO”
Regia di Riccardo JACOPINO
Recensione a cura di Battista Dutto.

Piu’ che un film, una storia che ci da un po’ di speranza. E’ la storia di uno dei tanti ragazzi che ha passato buona parte dell’adolescenza e della propria gioventù fra gli errori e gli orrori delle nostre peiferie ubane, fra degrado e storie di droga. La storia immaginaria di Lucio che esce dalla comunità di recupero ed approda alla non immaginaria cooperativa sociale Arcobaleno di Torino, dove lavora nella raccolta differenziata della carta. Qui si trova in compagnia di altri ex. Ex tossicodipendenti, ex carcerati, ed altri giovani o ex giovani con alle spalle tante storie con dei passati spesso complicati. Dopo i conflitti iniziali con l’albanese Alfred, giunto in Italia con i primi gommoni dei disperati di Tirana, Lucio trova un motivo di riscatto in questo nuovo mondo, grazie ad un gruppo affiatato e grazie anche alla comune passione per il calcio. Ad un certo punto pero’ si riaffacciano i fantasmi del recente passato, che causano nuovi problemi e turbolente vicende che portano ad una trama rocambolesca, quanto appassionante e inaspettata.
Un bel film, prodotto dalla cooperativa Arcobaleno di Torino per raccontare con le suggestioni del cinema le tante realtà di un lavoro ritrovato che puo’ essere la via d’uscita migliore dalle problematiche legate all’emarginazione ed ai tanti, troppi luoghi comuni che attanagliano la nostra quotidianità. Un film importante, che ridà dignità al lavoro inteso come umiltà e come chiusura di un cerchio ecologico legato al recupero di materia ed energia. Una storia immaginaria che si svolge in un contesto troppo spesso dimenticato dai mass media, quella della cooperazione sociale (quella vera, non delle cooperative create a proprio uso e consuno dai nuovi pirati dello sfruttamento), in un ambiente sano in grado di costruire dei validi anticorpi sociali alla disgregazione, all’individualismo sfrenato ed alla precarietà che contraddistinguono questi nostri giorni di plastica.
Un film che spero potra’ trovare una degna distribuzione nelle sale italiane, dove di storie come queste non se ne vedono tante…
Una particolare nota tecnica sulla pellicola, che di fronte ai contenuti rischia di passare in second’ordine, sono gli attori. A parte l’interprete principale (Lucio), interpretato da Lucio Aimasso, la partecipazione straordinaria di una scoppiettante Luciana Littizzietto, e pochi altri, la gran parte degli interpreti do questo film sono proprio i ragazzi dell’Arcobaleno in carne ed ossa. Complimenti ragazzi, ma non “montatevi la testa”, perchè il film che avete già scritto con il vostro lavoro quotidiano in cooperativa è il film piu’ bello.

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