Recensione Cinemararo

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Inquieto-solidale

“Ciao a tutti! Sono Lucio Carollo, ho ventotto anni e sono nella merda…”. Così, con la schietta autopresentazione del protagonista, comincia la storia di questo giovane disadattato, interpretato dal convincente Lucio Aimasso, che resta facilmente nella memoria. Drogato, denunciato dalla madre ed infine disintossicato dalla Comunità Abele, cerca lavoro e riabilitazione presso la Cooperativa sociale Arcobaleno che lo affida suo malgrado al progetto “Cartesio”, dedicato simbolicamente alla raccolta ed al riciclo della carta. Nell’organico della struttura, come scoprirà, c’è un po’ di tutto, compreso un “40% di ex.. qualcosa”, come lui: un mondo variopinto di gente che ce l’ha fatta a vincere le proprie debolezze e continua a lottare per non tornare indietro. Quando Lucio si troverà ad affrontare un momento difficile a causa di un’improvvisa malattia della madre e ricadrà nel vortice del consumo e spaccio di droga, saranno proprio i suoi amati/odiati colleghi ad unirsi per tendergli beffardamente una solida mano per aiutarlo.

Quello che poteva sembrare soltanto un grosso spot per la Cooperativa Arcobaleno, che di fatto produce il film con il sostegno della Film Commission Torino Piemonte, è in realtà una gustosa e riuscita commedia a sfondo sociale con echi vagamente “noir”, che fa indignare proprio per il fatto di non avere l’adeguata distribuzione che meriterebbe. Su una perfetta sceneggiatura ad orologeria scritta insieme a Manolo Elia, il regista Riccardo Jacopino, attento da sempre alle tematiche attinenti alla solidarietà, già col suo Il postino di Quarrata coprodotto da Telepiù nel 2002, qui al debutto nel lungometraggio di finzione, gira in maniera spigliata ed accurata, senza sprecare un’inquadratura ed avvalendosi di una vivace e variopinta colonna sonora che vede, tra gli altri, i Modena City Ramblers e gli Africa Unite. Gli attori sono eccezionali, perlopiù esordienti, a parte qualche eccezione come l’amichevole e fugace cameo di Luciana Littizzetto. E saranno difficili da dimenticare anche tutti i lavoratori della Cooperativa che hanno partecipato alla realizzazione della pellicola e che ogni giorno col loro lavoro scrivono pagine di riscatto e speranza.

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