Recensione da Acmos

Segnaliamo una recensione di Enzo Cascini.

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La nostra non sarà una recensione stile Morandini.

La lasciamo ai critici, quella.

Noi vogliamo convicervi a vedere questo film, facendo forza su una sola parola: la fiducia!

Già, perchè è un bellissimo film, quello prodotto dalla cooperativa Arcobaleno. E dovete fidarvi di chi l’ha visto!

Un film in cui potete trovare speranza, buon umore, fantasia, ma soprattutto la realtà.

E vi sfidiamo a trovare film che posseggano tutte queste qualità.

La realtà è quella della coperativa stessa, nata dall’esperienza del Gruppo Abele e oggi esempio di economia sociale: come si legge sul sito “un paradosso. Una scommessa che sembra contraddirsi. Una frattura logica, un corto circuito. Come un cuore che pensa”.

Quante volte, nel nostro mondo, abbiamo parlato di “costruire speranza”?

Ecco, “40%” è proprio questo: la narrazione di come sia possibile farlo concretamente partendo dai numeri, ma sapendo che dietro quel 40% di lavoratori, ci sono storie, ci sono persone, c’è vita.

Come dice un grande artista italiano “La speranza è l’ultima a morire, ma io voglio sapere chi è il primo a rinascere…” e la storia di Lucio, Alfred, Pino  ci insegna che per tutti c’è occasione di rinascita, anche per i più fragili, i più deboli.

Perchè “dietro una storia ce n’è sempre un’altra”.

Trovarsi in difficoltà e sentirsi soli, in preda alle paure e poi trovare degli amici e una dignità.

Già proprio quella che “viene prima dei diritti”.

Guardare questo film, fuori dalle grandi distribuzioni, ma ancora per qualche giorno nelle sale dei cinema torinesi Fratelli MarxDue Giardini, è un pò come sentirsi a casa: non solo per i volti conosciuti di alcuni attori, ma proprio per il messaggio così semplice e diretto. Proviamoci!

In fondo, basta inseguirle, le storie.

E allora possiamo fare una grande cosa nel nostro piccolo: raccontarle, farle passare di bocca in bocca e farle diventare realtà. Andiamolo a vedere questo film e facciamolo crescere.

Per realizzarlo, Potito Ammirati (Presidente e…attore!) e tutta la cooperativa, hanno avuto la capacità di sognare. Insieme.

E anche questa è una cosa non da poco di questi tempi.

L’augurio è che così come qualche anno fa capitò a “Il vento fa il suo giro”,  40% possa fare un piccolo grande record.

Come? Con le mani libere del destino!

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